sabato 17 febbraio 2018

L’Opzione Benedetto. Vivere da cristiani in un mondo non cristiano e la lezione dei cristiani dei primi secoli

Ho da diversi giorni nelle bozze numerosi appunti sull'Opzione Benedetto - che si riferisce a San Benedetto protettore d'Europa - di cui molto si è parlato e si continua a parlare in relazione alla crisi epocale che stiamo vivendo e a possibili soluzioni per attraversarla non supinamente, ma in base alle esigenze ed alle risorse che scaturiscono dall'Incarnazione e dalla Redenzione che ci appartengono. Volevo mettere insieme, e trarre le mie conclusioni, quanto letto  su Il Foglio  [qui], su  Anonimi della Croce [qui], che cita  un articolo di Sandro Magister e quello de La Civiltà Cattolica che qualifica i sostenitori dell'opzione come "donatisti" alzando il tono della contesa. Su Il Timone, invece, troviamo la risposta alla provocazione de La Civiltà Cattolica [qui] di Rod Dreher, l'intellettuale americano che scrive e parla dell’Opzione BenedettoOggi Sandro Magister pubblica un'interessante testo, Come essere oggi "minoranza creativa". L'esempio dei cristiani dei primi tre secoli, accompagnato dalla lettera dell'Autore, che ci permette di approfondire e che trascrivo di seguito, preceduto da quanto traccia per sommi capi ma efficacemente Il Foglio:

Uno studioso mette in imbarazzo il card. Cupich chiedendo se il "cambiamento di paradigma" del Papa significhi cambiamento 'radicale' della dottrina

Nella nostra traduzione da  LifeSiteNews - Cambridge, Inghilterra, 15 febbraio 2018
Un rispettato storico e filosofo cattolico ha sfidato il cardinale Blase Cupich durante una conferenza la scorsa settimana su Papa Francesco: la cosiddetta "rivoluzione della misericordia" che ha causato quello che molti difendono come "cambiamento di paradigma" nella pratica cattolica.
Il 9 febbraio scorso,  il professor John Rist, dopo aver ascoltato presso l'Università di Cambridge una lezione nella quale il cardinale Cupich ha elogiato il "cambiamento di paradigma" di papa Francesco nella prassi cattolica, alla fine della conferenza ha chiesto al cardinale perché papa Francesco insulta ed elimina "senza pietà" li suoi oppositori in tema di dottrina.

Rist ha chiesto al Cardinale:
Eminenza, in base al suo resoconto sugli aspetti solari, premurosi e olistici della rivoluzione della misericordia di Papa Francesco - descritta in maniera inquietante dal volantino di questo incontro e da Sua Eminenza come "cambio di paradigma" nell'annuncio del Cattolicesimo - e sulla richiesta del Papa di una discussione libera e franca in ordine alle sue proposte e tattiche provocatorie, vorrei chiedere perché Papa Francesco agisce così spietatamente nell'insultare ed eliminare gli oppositori dottrinali:

venerdì 16 febbraio 2018

Verona 17 febbraio. Conferenza Danilo Quinto

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Le nuove direttive UNESCO per corrompere i bambini

Una aberrazione, dalle infauste conseguenze socio-antropologiche, oltre che spirituali, nella più totale inerte complicità dei governi e della Chiesa. Anche per questo la nostra fervida preghiera che vi ricordiamo per Domenica 25 febbraio [vedi]

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.

Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttiva della “nuova educazione sessuale”, l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

La teologia narrativa di papa Francesco

Ringraziamo di cuore il lettore che ci invia questo suo interessante lavoro che, dalla sapiente recensione di un testo che vale la pena conoscere, ci apre molti ambiti di comprensione sul fenomeno Bergoglio.

Gian Enrico Rusconi, La teologia narrativa di papa Francesco, Laterza, Bari-Roma 2017, pp. 153, euro 16,00.

Il professor Gian Enrico Rusconi, emerito di Scienze politiche all’Università di Torino e noto editorialista del quotidiano «La Stampa», ha voluto proporre, con questo suo saggio, una analisi “laica”[1] della proposta teologica di papa Bergoglio. Rusconi, che è autore non cattolico vicino alle tesi della Scuola di Francoforte e gran conoscitore della cultura tedesca, propone, sin dal titolo, di intendere il pensiero di Bergoglio come una originale espressione della teologia narrativa. 

Ciò che Rusconi rifiuta sin dalle prime pagine è la derubricazione del parlare bergogliano a rozzezza intellettuale, ad incapacità teologica. L’Autore, piuttosto, riconosce a papa Francesco la pretesa di mutare paradigma alla teologia cattolica, dalla sistematica alla narrativa, dall’argomentazione alla narrazione. Bergoglio non sarebbe così un cattivo teologo, un provinciale ignorante venuto a Roma dalla pampa piuttosto, nell’analisi di Rusconi, Francesco assume i tratti del rivoluzionario impegnato, come Papa, a ridefinire la stessa identità del cattolicesimo: «di fatto ricodifica la dottrina tradizionale con codici semantici-retorici-metaforici o mitici, la cui compatibilità con la versione tradizionale è di difficile valutazione».[2]

Venerdì 16 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso orizzonti inesplorati ma fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Sant'Ambrogio sull'Eucaristia. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 15 febbraio 2018

I “cambiamenti di paradigma” sono estranei alla Chiesa cattolica

Leggo sulla rivista First thing un recente articolo dello scrittore cattolico statunitense George Weigel, noto anche come amico a biografo di Giovanni Paolo II, che avevamo già avuto occasione di incontrare qui sulla situazione della Chiesa in Cina. Il titolo dell'articolo: The Catholic Church doesn’t do “paradigm shifts” (La Chiesa cattolica non opera “cambiamenti di paradigma”).

L'espressione “cambiamenti di paradigma” è stata coniata da Thomas Kuhn nella sua opera: La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1962). Essa sta ad indicare una rottura drammatica, improvvisa e inaspettata nella comprensione umana e quindi qualcosa come un nuovo inizio (ad esempio il passaggio dalla cosmologia di Isaac Newton ad Einstein).

Possono darsi “cambiamenti di paradigma” nella Chiesa? 

Weigel risponde negativamente:

mercoledì 14 febbraio 2018

Oggi inizia il tempo di Quaresima: una palestra per l'anima e per il corpo

«Il cristiano anche negli altri tempi dell’anno deve essere fervoroso nelle preghiere, nei digiuni e nelle elemosine. Tuttavia questo tempo solenne deve stimolare anche coloro che negli altri giorni sono pigri in queste cose. Ma anche quelli che negli altri giorni sono solleciti nel fare queste opere buone, ora le debbono compiere con più fervore. La vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni nei quali il Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire. Infatti ciò che è stato fatto una sola volta per sempre, perché la nostra vita si rinnovasse, lo si celebra tutti gli anni per richiamarlo alla memoria. Se pertanto dobbiamo essere umili di cuore con tutta la forza di una pietà assolutamente verace per tutto il tempo di questo nostro pellegrinaggio, durante il quale viviamo in mezzo a tentazioni: quanto più dobbiamo esserlo in questi giorni nei quali non solo, vivendo, stiamo trascorrendo questo tempo della nostra umiltà, ma lo simboleggiamo anche con un’apposita celebrazione? L’umiltà di Cristo ci ha insegnato ad essere umili: nella morte infatti si sottomise ai peccatori; la glorificazione di Cristo glorifica anche noi: con la risurrezione infatti ha preceduto i suoi fedeli. Se noi siamo morti con lui ‒ dice l’Apostolo ‒ vivremo pure con lui; se perseveriamo, regneremo anche insieme con lui (2 Tim. 2, 11. 12)» (Sant’Agostino, Sermoni, 206, 1).

Dalla Liturgia del mercoledì delle Ceneri

Resurrection - il sequel di Passion di Mel Gibson - un'opinione dai Fratelli Maggiori

Nostra traduzione di un articolo di S. Feder apparso sul mensile ebraico americano The Forward.

Mel Gibson sta facendo Passion 2. Ecco perché dovreste preoccuparvi.

Era stato un fenomeno culturale che aveva rastrellato 600 milioni di dollari nei cinema ed è tuttora il film con restrizioni [ndt: in USA vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati] che ha più incassato in tutti i tempi. Anni dopo la gente ancora si chiede quanto sia stato antisemitico Passion. Mel Gibson, la star che ha guidato il film alla sua sanguinolenta e sadomasochistica conclusione, è noto per aver rifiutato di assumere qualsiasi consulente ebreo per supervisionare il film. Gli ebrei di Passion assaporano la loro crudeltà, scalciando Gesù quando è a terra, mentre i romani nel film vengono mostrati avere occasionalmente compassione verso Gesù. C'era stata preoccupazione su come ciò avrebbe influito sulle relazioni interreligiose, costernazione sul fatto che il film perpetuava l'idea antisemita che gli ebrei hanno ucciso Gesù, e un'intera pagina sul sito della Anti-Defamation League di domande e risposte sul caso.

martedì 13 febbraio 2018

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede. E l'esemplare parresìa del Cardinale Zen

1. «Un errore deplorevole e irreversibile»: un gruppo di personalità cattoliche di Hong Kong così definisce il possibile accordo tra Cina e Santa Sede sulla nomina dei vescovi, che alcuni media danno come «imminente». E indirizza ai vescovi di tutto mondo una lettera aperta perché chiedano alla Santa Sede di fermare l’accordo reimpostandolo con precise garanzie.
2. Di seguito la risposta del Card. Zen all’intervista del Card. Parolin a La Stampa riassumibile in poche parole: Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina. Notevole per la riaffermazione della vera unità, del vero dialogo e sostanzialmente della verità che appartiene all'autentica Cattolicità. Richiamo l'attenzione sulle frasi in corsivo (che sono nel testo originale) ognuna delle quali ma anche messe insieme, rispecchiano la situazione della Chiesa non solo in Cina. Scioccante, tuttavia, il riferimento all'opzione del possibile "ritiro a vita monastica"...
I precedenti, nel blog, nell'ordine dal più recente: quiqui - qui - qui - qui - qui.

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede
Accademici, avvocati, attivisti per i diritti umani chiedono che la Santa Sede esiga più garanzie di libertà nelle nomine dei vescovi e per la libertà religiosa nel Paese. Scetticismo verso la Cina di Xi Jinping. “Affrettarsi per un risultato immediato, facendo un passo falso, può portare a un fallimento totale”.