lunedì 11 dicembre 2017

13 dicembre a Ferrara - Giustizia e diritto in San Tommaso

Società Internazionale Tommaso d’Aquino - Sezione di Ferrara
Circolo “ Mons. Giuseppe Cenacchi”

Nell’ambito delle Sessioni di Studio della Società Internazionale S. Tommaso D’Aquino (SITA)

mercoledì 13 dicembre alle ore 17:00
Sala del Sinodo in Arcivescovado, Ferrara

(ingresso da Corso M. d. Libertà)

Il Prof. Antonio Antonioni, Vice-Presidente della Sezione SITA di Ferrara Tratterà il tema “Giustizia e Diritto in S. Tommaso”.

Presenta il  Direttore della Sezione SITA di Ferrara Canonico Dott. José-Apeles Santolaria de Puey y Cruells (già Cancelliere dell’Arcidiocesi ed ora Direttore dell’Archivio Storico Arcidiocesano).
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Attenti al fascismo (immaginario)

Il nostro impegno di credenti non ci fa dimenticare che siamo anche cittadini e, come tali, interessati all'agone politico dove s'intrecciando forze e tendenze che veicolano anche nel nostro vivere sociale elementi di degrado, inganni e manipolazioni. Oggi mi ha colpito la lettura di due articoli (il titolo del primo, di Giuliano Guzzo, ben si attaglia anche al secondo, del pensatore sloveno Slavoj Zizek notoriamente fuori dagli schemi ma assolutamente non di destra), da condividere perché esprimono visuali realiste e condivisibili, che si completano a vicenda. Denominatore comune: "Contestare da destra la paranoia antifascista non è mai semplice: si viene accusati di essere di parte nonché ottenebrati dall'ideologia". 

Attenti al fascismo (immaginario)
Giuliano GuzzoFonte

Scusatemi davvero, amici, ma dovete aggiornarmi perché mi son perso qualcosa. Per forza. Non saprei spiegarmi, se no, perché da giorni, in Italia, i grandimedia – Repubblica in testa – lanciano continui allarmi contro l’«Onda Nera», quest’entità sbucata dal nulla e materializzatasi, se ho capito bene, in energumeni destroidi talmente minacciosi da costituire un pericolo pubblico. Curioso, davvero curioso. I manifestanti di Forza Nuova contro il gruppo editoriale L’Espresso, se ho capito bene, non hanno spedito nessuno all’ospedale, come invece son usi fare cortei cosiddetti antagonisti coi poliziotti: eppure i secondi sono «compagni che sbagliano», i primi una minaccia per la democrazia.

"La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio"

Emblematiche le dichiarazioni del Cardinale. Tuttavia ineludibile è proseguire insieme al card. Burke e possibilmente altri, il discorso dei dubia e della 'correzione formale'. Ma non solo riguardo ad AL, perché il punto di non ritorno è già superato e non da poco.

La Chiesa deve tornare ad occuparsi di fede. Sembra ormai un "mantra" questo dei cardinali dei "dubia". Intervista sul luteranesimo al cardinale Brandmüller
"Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo", a parlare è Walter Brandmüller, cardinale cattolico e firmatario dei "dubia" sulla discussa esortazione apostolica di papa Francesco, "Amoris Laetitia". Il porporato tedesco ha preferito non affrontare le tematiche di più stretta attualità. Apparentemente niente dichiarazioni - dunque - sulla mancata risposta del pontefice alle questioni sollevate o sulla divisione dottrinale che sta interessando la Chiesa di questi tempi. Ma il cardinale - in realtà - pare aver utilizzato risposte acute per chiarire e definire il suo pensiero complessivo sullo stato delle cose. Walter Brandmüller - infatti - è sì un uomo di Chiesa, ma anche uno storico e un professore. Una personalità abituata - quindi - a lasciar trapelare messaggi precisi mediante riferimenti storici. Massimo esperto di Concili e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI, il cardinale cita Joseph Lortz e Erwin Iserloh: due storici della Chiesa che non hanno affatto tralasciato le differenze e gli scontri dottrinali. Sembra quasi voler dire - insomma - che nella storia contemporanea del cattolicesimo qualcuno stia trascurando apertamente questi aspetti. Brandmüller non cita mai papa Bergoglio: così come ribadito nelle settimane passate dal cardinale Burke - del resto - la fedeltà di questi cardinali al Santo Padre non è minimamente messa in discussione e - anzi - l'unico intento dichiarato sembra essere quello di favorire l' unità della Chiesa di Roma. Il cardinale risponde esaustivamente - però - all'oggetto dell'intervista: il dialogo con il protestantesimo. Non nomina neppure Monsignor Galantino, ma indirettamente pare suggerirgli di studiare "di più". Lutero sarebbe visto da alcuni come un fenomeno "esotico". Quello che è considerato da molti il miglior amico di Joseph Ratzinger destruttura - insomma - un certo modo di intendere il dialogo religioso con la fede luterana. [Fonte]

Controprocesso a Papa Francesco

Interessantissimo, articolato  intervento del prof. Pietro De Marco su Il Foglio,  che confuta le tesi di R.R. Reno, Borghesi e Ivereigh [vedi qui - qui nel blog] espresse nel monografico del Foglio dedicato al Papa.

Caro Direttore, Matteo Matzuzzi [qui] ci ha offerto una mappa delle diverse diagnosi del travaglio della Chiesa sotto il pontificato di papa Bergoglio. Ma la mappa finisce con l’essere, per la sua stessa ricchezza di informazioni, un repertorio esemplare di spiegazioni o “narrazioni” per lo più erronee che non è possibile “lasciar correre”. A momenti viene da dire a biografi e opinionisti, ma anche a battaglieri colleghi improvvisamente filo papali: ma ci credete senza memoria o ci prendete in giro?
Ripercorro l’articolo. Trovo quasi in incipit una vecchia conoscenza; sono infatti decenni che si descrivono e diagnosticano lo spostamento di asse mondiale della Chiesa, la nuova composizione del Collegio cardinalizio e della Curia romana, e le loro implicazioni “future”. La vera novità di oggi è che le istanze delle chiese africane e asiatiche non corrispondono alle attese dei novatori “conciliari”. Basta pensare alla fermezza cattolica e romana del card. Robert Sarah, guineano, prefetto della Congregazione dei riti, o alle posizioni dei vescovi d’Africa e Asia al Sinodo dei Vescovi del 2015 sul regime sacramentale dei divorziati. Così avviene che, quando si oppongono le cattolicità extraeuropee alle “vetuste chiese europee” e si depreca “l’arroccamento [della Chiesa in Europa] in fortini sempre più diroccati”, si pensa di confermare uno schema perenne (la freschezza del ‘nuovo’ ecclesiale contro la conservazione del tradizionale), ma è il contrario che è vero. Abbiamo la freschezza della tradizione (della continuità cattolica) contro la vecchiezza di innovazioni e rivoluzioni. Insomma, il paradosso inconsapevole che risiede in questi enunciati è che i ‘fortini’ che si designano non sono quelli di una Chiesa conservatrice (alla quale in genere si riservano dal Concilio in poi queste metafore belliche) ma le stesse chiese modernizzanti d’Europa. Ci si dà, usando una immagine d’altri tempi, la zappa sui piedi.

domenica 10 dicembre 2017

Ungheria, eretta una croce di fronte alla Lidl: "Contro chi censura il crocifisso"

E oltre alla Polonia, l'Ungheria. Sono loro, oggi i tedofori di un'Europa ancora cristiana.

Una enorme croce eretta proprio di fronte alla Lidl, per protestare contro alcune scelte di marketing che censurano l'identità cristiana d'Europa.
È questa l'idea di alcuni attivisti ungheresi che hanno deciso di punire così la linea della catena tedesca di supermercati, "rea" di aver cancellato le croci dalle foto di alcune chiese utilizzate nella pubblicità dei prodotti e dei negozi.
In origine era stata la confezione di uno yogurt greco a far discutere: dalle cupole blu di Santorini era stata cancellata al computer l'inconfondibile croce ortodossa. Il tutto, avevano spiegato da Lidl Belgio, per non urtare la sensibilità dei clienti non cristiani. Quindi era stata la volta dell'Italia, dove dalla foto di un paese ligure utilizzata a scopi pubblicitari erano sparite le croci dalle facciate delle chiese, anche se in quest'ultimo caso le croci erano state ricollocate al proprio posto con tante scuse (ma solo dopo lo scoppio del caso mediatico).
La tendenza a censurare i simboli sacri della prima religione del mondo, però, non è proprio andata giù ai cattolici di Csepel, nel XXI circondario di Budapest, in Ungheria: gli attivisti magiari prima hanno disegnato delle croci con i lumini per terra e poi sono arrivati ad erigere una croce in pietra di almeno tre metri. [Fonte]

La Chiesa polacca respinge le minacce del Parlamento europeo

Nella nostra traduzione dal Catholic HeraldTroviamo drammatica la protervia delle autorità europee contro la Polonia che starebbe operando una "grave violazione dei valori europei" solo perché cerca di impedire l’aborto eugenetico. Ma quali sarebbero i cosiddetti “valori europei” portati avanti da questa Europa che, non meno della gerarchia ecclesiale egemone, sta perdendo la sua anima e la sua cultura insieme alle sue radici cristiane? 

Un portavoce della chiesa polacca ha respinto una minaccia di sanzioni dell'Unione europea se il parlamento del suo paese dovesse andare avanti con la legislazione, appoggiata dalla Chiesa polacca, per frenare gli aborti di feti portatori di handicap.

"La Conferenza episcopale polacca sottolinea che il diritto alla vita è fondamentale per ogni essere umano, quindi dovremmo tutti proteggere questo diritto per i bimbi indifesi", ha detto il portavoce della Conferenza, padre Pawel Rytel-Andrianik. "Nessuno può eliminare questo diritto, né pressioni esterne né interne possono cambiare il fatto scientificamente provato che la vita umana inizia al momento del concepimento".

Studiosi rispondono a Fastiggi respingendo lʼasserzione secondo la quale il papa avrebbe risposto indirettamente ai dubia

Propongo un'altra traduzione di un testo interessante [qui], frutto del nostro costante impegno, che ci consente di allargare gli orizzonti, alimentando il confronto e gli approfondimenti. Ancora una volta si tratta di Amoris Laetitia, che ha sollevato e continua a sollevare una miriade di dubbi perplessità e conseguenti interventi, innescando un dibattito acceso e anche sgradevoli polemiche. Si tratta dello scenario immediatamente precedente la pubblicazione negli AAS sulla quale molto stiamo dibattendo, su cui gravano ombre e conseguenze di grande rilievo. Tuttavia è bene tener desta l'attenzione sulle interessanti articolazioni del dibattito, che certamente avrà ulteriori sviluppi.
La Redazione di OnePeterFive nei giorni scorsi ha promosso  le osservazioni e risposte di tre studiosi cattolici ortodossi e fedeli — Padre Brian Harrison, O.S., il professor Paolo Pasqualucci è il professor Claudio Pierantoni [qui il suo appoggio ai Dubia - qui la sua replica a Buttiglione] — al fine di una efficace replica all’articolo del teologo statunitense Dr. Robert Fastiggi, professore al seminario maggiore del Sacro Cuore a Detroit, recentemente pubblicato dal turiferario massimo su La Stampa (Vatican Insider) [qui], diffuso in lingua inglese in tutto il mondo e presentato come autorevole, intitolato “I commenti recenti di Papa Francesco dovrebbero tranquillizzare i suoi critici”. Oltre all'intento di convincere questi ultimi del fatto che il pontefice avrebbe già risposto ai dubia, sia pure indirettamente ma in modo ortodosso, l'articolo rappresenta l'ennesimo tentativo di mettere a tacere sia critici che le loro preoccupazioni.
Proseguo con l'introduzione della dr.sa Maike Hickson, inserendo successivamente i testi dei tre studiosi. (M.G.)

Sembra che la lettera a Papa Francesco [qui] scritta da Padre Thomas Weinandy, O.F.M., Cap., recentemente pubblicata, abbia esercitato un forte impatto nell’ambito culturale cattolico, dato che il Dr. Fastiggi la menziona tanto all’inizio come alla fine del suo articolo. Fastiggi espone il suo ragionamento come segue:

sabato 9 dicembre 2017

Crisi della Chiesa: Un intervento del teologo Brian Harrison O.S. sulla recente scandalosa pubblicazione negli AAS

Il teologo Brian Harrison O. S. è uno dei firmatari delle varie Correctiones finora apparse. Il tema è ancora ampiamente dibattuto qui sul blog. L'intervento che segue è stato tradotto e pubblicato da Paolo Pasqualucci [qui]. Lo riprendiamo ribadendo la gravità di questa pubblicazione negli AAS, visto che la maggioranza dei cattolici non se ne rende conto.
Piccola notazione: la gravità c'è tutta. Ma è un atto di magistero autentico o di imperio autentico?

Nota previa del traduttore.
Ho tradotto dall’inglese e pubblicato, unitamente  all’originale, questo  breve ma prezioso contributo del teologo, prof. Brian W. Harrison O.S., intitolato: Il peso specifico dei diversi tipi di interventi pontifici, perché mi sembra mettere perfettamente in luce il carattere fortemente magisteriale che Papa Francesco ha voluto imprimere all’interpretazione eterodossa di certi passi ambigui della sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia.  
Le spiegazioni di Padre Harrison sul valore di atto di magistero dello strumento rappresentato dalle “Epistole Apostoliche”, corroborate da significativi estratti degli indici degli AAS, sono estremamente chiare e spero possano contribuire in maniera decisiva a fugare ogni interpretazione minimalista del nefas perpetrato da Papa Francesco, con il suo Rescritto del 5 giugno scorso:  atto di una gravità inaudita, che rappresenta, a mio modesto avviso, un punto di non ritorno per l’attuale Pontificato.  Grazie a quest’atto, ora è come se il Papa in persona autorizzasse ufficialmente i cattolici, trovantisi in certe situazioni matrimonialmente irregolari, a compiere il terribile peccato di una Santa Comunione sacrilega!

Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro

Della nuova traduzione del Padre nostro molto si parla in questi giorni. Non c'era alcun bisogno di cambiare questa particella della preghiera in modo arbitrario e superficiale, nel tentativo di giustificare ciò che si ritiene ingiustificabile ma che in realtà è mal compreso o di alleggerire, mettendolo in altro modo, ciò che appare pesante sempre per difetto di comprensione. Occorre invece spiegare, insegnando rettamente, per aiutare a scoprire con amore e timore ciò che davvero essa ci dice, sondandone le profondità con l'aiuto dei veri maestri nella fede che ci hanno preceduto nel corso della millenaria storia della Chiesa e di quelli che ancor oggi ci illuminano con i loro insegnamenti.
Nel 2010 don Alfredo Morselli aveva già scritto un ottimo articolo, che riprendo di seguito per condividere. Certamente non ha perso di attualità perché ciò che afferma ha la saldezza delle verità perenni.

Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro

Secondo quanto diramato il 10-11-2010 da APCom, nella nuova edizione italiana del Messale Romano, il testo del Padre nostro potrebbe subire un cambiamento: la traduzione classica della VI domanda “non ci indurre in tentazione” (Mt 6,13) verrebbe sostituita, seguendo così la nuova Bibbia CEI 2008, con “non abbandonarci alla tentazione”.
Perché questo cambiamento? Per evitare che qualcuno pensi che Dio possa positivamente indurre qualcuno in tentazione, o essere Egli stesso causa della tentazione.
Si tratterebbe veramente di uno scandalum mere receptum, perché è molto facile ricordare, con San Giacomo, che “Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno” (Gc 1,13).
Sono ben altri i passi difficili, che possono turbare la coscienza dei più deboli; e, sempre in tema di una certa azione positiva e diretta di Dio nella tentazione, è molto più problematico del nostro versetto quanto troviamo in 2 Ts 2,11: “Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna”. Grazie al cielo, qui nessuno ha ancora pensato di cambiare il testo sacro.
Però è anche vero che ogni scandalo, quando è possibile, va rimosso, perché “non tutti hanno la conoscenza” e quindi “se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello” (1 Cor 8, 7. 13).

venerdì 8 dicembre 2017

Canti musulmani in una chiesa di Parigi

Nella nostra traduzione da Perepiscopus. Qui non si sono bevuti solo il cervello, ma che càspita di sensum fidei hanno? Lo spettacolo è organizzato da un centro culturale islamico; ma un parroco ha pur dovuto dare l'assenso, mentre i fedeli non risulta abbiano avvertito l'incongruenza... 

In occasione del Mawlid Al Nabawîy (celebrazione della nascita di Maometto  che neppure si sa se sia realmente esistito), l'Institute of Islamic Cultures ha organizzato venerdì 1° dicembre un concerto di canti sacri islamici (sic) presso la chiesa di San Bernardo, nel 18° arrondissement di Parigi, alla presenza della senatrice parigina Bariza Khiari [nome che rivela l'origine. Ormai in Francia e nell'UK occupano anche i ruoli politici.]
Uno spettacolo che "propone l'incontro di due mondi musicali: il patrimonio tradizionale lirico orientale, fatto di salmodie e di improvvisazione, viene rivisitato da processi di ispirazione contemporanea. Una creazione originale, in cui gli inni islamici e cristiani entrano in sintonia con i suoni dell'oud (strumento arabo a corde) e del pianoforte".
Dovevano farlo proprio in Chiesa e per di più alla presenza del Santissimo Sacramento?